INCONTRI DI MEDITAZIONE LA PRESENZA NELLA REALTA’
“Come ci sono universi al di fuori,
vi sono universi al di dentro,
come vi sono cieli al di fuori,
vi sono cieli al di dentro”( a.Mead)

Uno studio scientifico americano pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, successivamente ripreso da alcuni articoli anche di giornali italiani, ha dimostrato l’effettiva utilità delle meditazione sul miglioramento delle condizioni di vita perché influisce beneficamente sui nostri stati mentali ed emozionali, modificando le onde cerebrali e calmando il ritmo cardiaco. Così come possono essere esercitati i muscoli del corpo, possono essere esercitati i processi della mente, la consapevolezza e l’attenzione. Possiamo distinguere grossolanamente due mondi che convivono contemporaneamente: il mondo concreto e il mondo della mente come ordinariamente agisce in noi, cioè in modo automatico ed inconscio. La meditazione, qui proposta come strumento di conoscenza e crescita personale (e non come pratica correlata ad un percorso religioso) ci aiuta a contattare e a solidificare uno spazio in noi, ci permette di sottrarre la nostra mente e i nostri sensi al frenetico flusso di informazioni, pensieri, sollecitazioni ed identificazioni con dei disagi che più o meno inconsapevolmente ci condizionano, permettendo una sensibilità più affinata e in sintonia con chi siamo e cosa vogliamo autenticamente. Nelle difficoltà che incontriamo nell’affrontare un esperienza di raccoglimento silente agiscono delle credenze rigide, cioè dei pregiudizi, in relazione a questa esperienza e un approccio a priori auto-giudicante: “ bisogna stare seduti solo in quel modo, bisogna avere del tempo che non ho, per me è impossibile, non riesco a stare fermo, non riesco a calmare la mente, ecc” Quando soffriamo tanto o siamo convinti di non poter realizzare degli obbiettivi o ci neghiamo delle realizzazioni è perché siamo identificati in maniera protratta in nostre parti emozionali e con credenze, pensieri , fantasticherie ormai automatizzati che hanno preso il posto in noi del nostro vero sé, di quello che viene chiamato il nostro centro. Quando un pensiero ci attraversa la mente o sentiamo un’emozione ci identifichiamo, cioè diventiamo quel pensiero o quell’emozione e il nostro io, anche quando riusciamo ad aver come un leggero bagliore che ci fa intravedere che stiamo cadendo in un meccanismo, ne è come magnetizzato, come attirato da una calamita potentissima. Possiamo incominciare a sottrarci a questa forza con la ferma e convinta intenzione di vedere chi siamo, di predisporsi interiormente al tanto citato “Conosci te stesso”, e di sperimentarsi con occhi e cuore aperti; di accettare quello che emerge di noi e in noi, anche ciò che non ci piace, di rimanere in accoglienza di noi stessi senza giudizio, cioè sviluppare l’osservatore, quella parte o zona di noi che osserva cosa accade ed incominciare a percepire la distinzione tra il conoscitore e lo strumento di conoscenza. Se c’è questa intenzione, nella pratica meditativa accade che in alcuni momenti sperimentiamo la disidentificazione e il distacco dalla dualità e dal conflitto. Questi momenti sono preziosi perché ci danno la certezza che l’acquisizione della pace interiore è possibile e ciò ci dà la spinta per cercare di riprodurli nella nostra mente. Imparare ad osservare come un testimone i nostri pensieri, il flusso di sollecitazioni a cui siamo sottoposti toglie loro la ricarica emotiva e spezza la catena del loro auto rafforzamento nella memoria e della loro forza di riproduzione. Possiamo passare dalle fantasie della mente ad un livello di consapevolezza che ci permette di vivere il qui ed ora e ci sostiene in modo diverso nelle nostre prove di vita. Il percorso esperienziale di meditazione proposto è un ciclo composto da sei appuntamenti di un’ora e trenta l’uno, ogni quindici giorni. In questi incontri si potrà sperimentare la stabilizzazione (il raccoglimento in sé), l’osservazione e l’accoglienza di sé, la trasformazione della percezione di sé. Inoltre si affronteranno insieme le difficoltà che incontriamo e frapponiamo all’esperienza e sono previsti momenti di condivisione per alleggerirci di credenze e pregiudizi limitanti, supportando e fornendo strumenti da utilizzare per il percorso autonomo di ognuno.
Il programma è a cura di Nicoletta Campisi, nata nel 1957, formatore di risorse umane e mediatore in Costellazioni Familiari e Sistemiche. Dopo studi in antropologia ed etnologia, da oltre 28 anni si occupa di crescita personale ed evolutiva, studiando e praticando insegnamenti di G.I. Gurdjieff, ritiri di scinè, meditazioni e pratiche di buddismo Mayana . Ha compiuto il percorso integrativo presso il Centro di Integrazione e ha partecipato al corso di couselling della scuola H.Q.I. Ha compiuto la formazione in Costellazioni Familiari e Sistemiche presso l’ex ABHI ed EMSI, e ha partecipato a numerosi seminari didattici di perfezionamento e supervisione tenuti personalmente da Bert Hellinger. A seguito della conoscenza personale con Alejandro Jodorowsky , ha organizzato a Udine il seminario “La via dei tarocchi” e lo stage di Psicogenealogia condotti da lui stesso. Conduce incontri individuali e di gruppo con il metodo fenomenologico della Costellazioni da alcuni anni.